La prima volta delle Frecce Tricolori in Slovenia fu a Portorož




Sabato 8 luglio 1995, un tuffo indietro di vent’anni.
La prima apparizione della Pattuglia Acrobatica Nazionale nel cielo della neonata Repubblica di Slovenia avveniva a soli quattro anni dall’indipendenza dalla Jugoslavia del maresciallo Tito, nell’ambito delle celebrazioni per il 35° Anniversario dalla costituzione del Centro Aeronautico Costiero di Portorose (in sloveno Aeroklub Obalni Letalski Center Portorož, AK OLCP) e della “Festa degli Aviatori Sloveni”, davanti ad un pubblico stimato in 30.000 unità presenti in aeroporto e zone limitrofe.

«Siamo partiti subito con l’idea di portare qualcosa di speciale e le Frecce Tricolori, fiore all’occhiello dell’Aeronautica Militare, erano la scelta più apprezzabile – ricorda il presidente dell’AK OLPC, Amedeo Žigonnel 1995 ero socio e membro del direttivo da me attualmente guidato, e fui tra gli organizzatori di quell’airshow».

Il programma di volo seguì il filo rosso della storia con il relativo sviluppo aeronautico, secondo la successione seguente: alianti, paracadutisti, prima guerra mondiale (Fokker Dr1, Tiger Moth), aviazione generale (PA38, PA18, C172), seconda guerra mondiale (Fiat G59), inizio era dei velivoli a getto (Vampire), aviazione slovena, militare e polizia (B206, B212, L-410, Pilatus PC9), aerei acrobatici (Zlin 242, Zlin 526F, Pitts S2B) e con le attesissime Frecce Tricolori a cui è spettato chiudere la manifestazione.

Nell’eccezionale reportage trasmesso da TV Koper-Capodistria qualche settimana dopo il meeting aeronautico, dal min 10:48 al min 15:28 potrete ammirare le evoluzioni dei 10 Pony decollati per l’occasione direttamente dalla base aerea di Rivolto (Udine), distante dalla sede di manifestazione circa 10-15 minuti di volo. Al min 0:23 l’atterraggio sulla pista di Portorose dell’allora Comandante T.Col. Gianpaolo Miniscalco, accompagnato dallo Speaker (e Responsabile Relazioni Estere) Cap. Riccardo Rinaldi.

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Desidero porgere pubblicamente i miei più sentiti ringraziamenti ad Amedeo Žigon, per la disponibilità e cordialità dimostratami.
Riccardo

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