In 250mila sul lago di Garda per il Bardolino Air Show 2014

Tutti col naso all’insù e i cellulari puntati al cielo per non perdere nemmeno un istante e immortalare le scie bianco rosso verdi delle Frecce Tricolori, le acrobazie da brivido del Solista o le figure eseguite alla perfezione, dal cuore all’arco con le frecce fino al cigno, da tutta la Pattuglia Acrobatica Nazionale.
Ma anche per ammirare le prove di salvataggio e recupero di un naufrago con l’elicottero HH139A del 15° Stormo dell’A.M., i voli a pelo d’acqua dell’elicottero A109 della Guardia di Finanza, che ha inscenato un inseguimento con una sua imbarcazione, i rombi impressionati e gli scatti cattivi dell’F16 dell’aeronautica belga pilotato dal trentenne Renauo Thys e tanti altri velivoli. 
Lo show è cominciato alle 13:30 circa ed è terminato qualche minuto prima delle 16. Da Cisano a Garda il lungolago è stato preso d’assalto, senza contare le colline circostanti fino a Cavaion, da cui però la visibilità non è stata granché per la foschia dovuta alla giornata molto calda, in particolare nelle ore centrali. La gente era assiepata ovunque, ieri, a testimonianza di uno spettacolo che piace a un pubblico eterogeneo. Migliaia le famiglie con bambini, le comitive chiassose di giovani, i gruppi di sessantenni che si sono riversati sul lago di Garda per guardare, applaudire, commentare lo spettacolo. In acqua c’erano circa 1.400 imbarcazioni con persone che da lì si sono godute lo show.
Sono state superate le più rosee previsioni del gruppo organizzatore formato da Comune di Bardolino, Aeroclub di Verona Boscomantico, Club Frecce Tricolori del Garda ed Aeronautica Militare. «Grazie a tutti quelli che hanno creduto ancora in questa manifestazione, Comune in primis», afferma Giorgio Aloisi, presidente del Club F.T. gardesano. «Siamo stati onorati di avere tra noi il team dell’aeronautica belga, che in Italia quest’anno ha partecipato solo al nostro show oltre che al Roma International Air Show». Molto affollato anche il villaggio dell’aeronautica creato dal 3° Stormo di Villafranca e dal comandante Massimo Cicerone al parco di Villa Carrara Bottagisio, con tanto di torre di controllo e centro mobile. Per niente rosea, invece, è stata la viabilità. 
LE FRECCE TRICOLORI. Come ogni star che si rispetti la Pattuglia Acrobatica Nazionale si è esibita per ultima. E non ha deluso le aspettative. I piloti hanno disegnato incredibili evoluzioni tra cielo e aria comandando alla perfezione i loro cavalli d’acciaio, modello MB339. Li hanno trasformati in mansueti destrieri capaci di incredibili accelerazioni, di fermate all’orizzonte, di passaggi a testa ingiù o danze a ritmo di alcune arie famose cantate da Luciano Pavarotti. Più di tutti, come sempre, ha fatto sognare il Solista. Al momento dell’ultimo saluto molte persone, tra il pubblico degli invitati e delle autorità al Lido Mirabello, si sono quasi commosse. “Siamo innamorati delle Frecce, fin dalla loro esibizione del 2008 sul Lago di Garda (la seconda è stata nel 2010, ndr)” ha detto il Sindaco di Bardolino, Ivan De Beni. “Viva le Frecce e viva l’Italia.” 
UNO SHOW COMPLETO. Oltre alle Frecce e agli elicotteri già citati, al Bardolino Air Show hanno sfilato altri velivoli pilotati da fuoriclasse del volo e con all’attivo non solo migliaia di ore a bordo, ma in taluni casi pure un nutrito palmares. Giuseppe Farina, pilota militare di lunga esperienza, ha aperto l’evento con un TB-20 dell’Aeroclub di Verona, seguito a ruota dall’elicottero AS350B Vertical Reference. Due R22 Italfly si sono inseguiti a bassa quota, occhi negli occhi, e hanno poi lasciato campo libero all’idrovolante Savage e al suo pilota, Fabio Guerra, che per tanti anni ha pilotato gli F104 dell’Aeronautica Militare e infine è passato al volo civile. Il motore radiale del biplano Stearman Garda Eagle, guidato da Luca Mentil, ha suonato una musica che in cielo non si sente più. Il pilota Guido Racioppoli, mago delle acrobazie, è arrivato tra l’acqua e l’aria del Garda a bordo di uno Zlin, la “Ferrari” del cielo, lanciandosi in corse forsennate e poi lasciandosi cadere in avvitata. 
Tra le chicche della giornata, infine, l’Aermacchi MB326, velivolo storico dallo spiccato colore arancione progettato dall’ingegnere Ermanno Bazzocchi, totalmente restaurato dall’imprenditore e pilota Renzo Catellani. È l’unico, tra questi modelli, che grazie al recupero non solo è tornato com’era ai tempi dei Diavoli Rossi, ma è anche in grado di volare. Quasi un miracolo. E i miracoli, si sa, qualche volta accadono.
Camilla Madinelli

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