I Cap. Pil. Caffelli e Centioni promossi al grado di Maggiore

Le più vive congratulazioni a due piloti della nostra Nazionale dell’aria!
Quest’oggi, giovedì 29 agosto 2013 il Cap. Pil. Mirco Caffelli (Pony 1) ed il Cap. Pil. Stefano Centioni (Pony 8) conseguono l’avanzamento al grado di Maggiore; dando così continuità ad un sogno che per entrambi è sbocciato da bambini, sudato da ragazzi e realizzato dopo tante lavatrici.
Con la certezza che continueranno a salire con valore verso le stelle, dopo aver proposto nei mesi scorsi la storia dell’attuale Capoformazione Cap. Caffelli (pardon, Magg. Caffelli!), figlio della generosa Bassa padana; vogliamo presentarvi con l’ausilio di un articolo scritto nel 2009 da una penna de Il Messaggero un ragazzo col cuore giallorosso proveniente da Campo de' Fiori, che da cinque anni sorvola la sua Capitale.

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Da Campo de' Fiori alle Frecce Tricolori
Storia di Stefano, fuoriclasse romano
di Ebe Pierini

Quando era bambino giocava a calcio nella squadra del Tor de Cenci ma, invece di rincorrere il pallone, si distraeva guardando il cielo a caccia di aerei. Gli avversari gli rubavano palla e la sua carriera calcistica non è mai decollata. A spiccare il volo invece è stato lui.

Il Cap. Stefano Centioni, 32 anni, romano e romanista, come ama definirsi lui, è il nuovo pilota delle Frecce Tricolori. Un sogno divenuto realtà. Un sogno che ha un’apertura alare di 10,250 metri. Quell’MB339 della Pattuglia Acrobatica Nazionale, rigorosamente blu, striato di bianco, rosso e verde, a bordo del quale sfreccerà nel cielo disegnando manovre da manuale, al limite della perfezione, capaci di mozzare il fiato. A presentare la formazione 2009, presso l’hangar di Rivolto, il Comandante Massimo Tammaro. Stefano Centioni volerà con la coda numero 9. Entrato in Accademia Aeronautica nel 1997 con il Corso Urano IV, ha poi frequentato la Scuola di Volo di Columbus, negli Stati Uniti, ed è stato assegnato al 132° Gruppo Volo Buscaglia del 51° Stormo di Istrana dove ha pilotato AMX.

Nel 2007 ha ricevuto un encomio per essere riuscito a far atterrare, nel corso di una missione addestrativa, un collega colpito da ipossia e ormai privo di sensi. Il suo primo volo ufficiale come pilota del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico sarà il 1° maggio 2009, in occasione dell’apertura della 49ª stagione delle Frecce Tricolori, proprio a Rivolto. «Ho effettuato la selezione nel marzo del 2007 e il 4 aprile del 2008 ho ricevuto una telefonata da parte del Comandante Tammaro il quale mi comunicato che per loro ero il nuovo pilota delle Frecce Tricolori - racconta - Quel giorno mi trovavo in Sardegna per l’esercitazione “Spring Flag” e gli ho risposto che sarei partito a nuoto pur di raggiungere Rivolto il prima possibile. Ero così emozionato che solo nei giorni seguenti ho metabolizzato la notizia».

Da agosto è iniziato il suo addestramento a pieno ritmo: 2 voli al giorno da 40 minuti ciascuno. Il suo ruolo è quello di secondo fanalino. Il Pony 9 è situato infatti al vertice inferiore del rombo disegnato in cielo dalla Pattuglia, sulla dorsale delineata dal Capoformazione. «A chi mi chiede perché ho scelto di entrare nelle Frecce Tricolori rispondo che prima ancora mi si deve domandare perché ho scelto di fare il pilota - spiega Stefano - Quello di pilotare aerei militari è sempre stato il mio sogno fin da bambino. Si sviluppa una grande fiducia nei confronti degli altri colleghi. Sei consapevole del fatto che tutti i piloti della formazione quando sono lassù danno il massimo. Finora non avevo mai effettuato una forma di volo in maniera così serrata e con un numero così elevato di velivoli contemporaneamente - aggiunge - Ogni volo per me è una sfida, un’emozione. Ogni volta che salgo a bordo del mio velivolo realizzo che sto facendo quello che avrei sempre voluto fare: volare». Sì, volare sui cieli d’Italia e del mondo. Mostrando le prodezze aeree di una squadra straordinariamente affiatata, eseguendo looping, tonneaux, Schneider ed incroci, sfrecciando tra le nuvole e riapparendo in un altro angolo di cielo annunciati da un sibilo.

«Siamo ragazzi fortunati perché raccogliamo gli applausi della gente. Quegli stessi applausi che però sono rivolti anche a tutti coloro che lavorano dietro le quinte e ai colleghi dell’Aeronautica Militare che prestano servizio in tutti gli stormi e i reparti d’Italia - ci tiene a sottolineare - Non dimentico i ragazzi che sono morti recentemente nell’incidente occorso all’HH3F in Francia. Alcuni di loro erano miei amici». Oltre a Centioni altri due i piloti romani che fanno parte della formazione: Ten. Fabio Capodanno, Pony 4 e Cap. Jan Slangen, Pony 7. Ai quali si aggiunge il Cap. Simone Pagliani, ex Pony 6, che attualmente si occupa dell’addestramento acrobatico del gruppo. Piloti romani e giallorossi che non si sono persi l’ultima finale di Coppa Italia all’Olimpico e hanno persino sollevato il trofeo. 

Una fede romanista premiata dalla signora Angela Fioravanti, cognata dal presidente Sensi, con una maglia autografata da Francesco Totti. «Mi piacerebbe molto che il capitano volasse con noi - racconta Centioni - Di Roma mi manca tutto. Lì vivono mia madre Mary, mio fratello David e mio padre Aldo che gestisce un’officina in via dei Chiavari a Campo de' Fiori, dove tutti i negozianti hanno il poster delle Frecce Tricolori». E quando il 2 giugno sfreccerà sui cieli di Roma sorvolando il Colosseo il suo cuore batterà all’impazzata.

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